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Lo sciopero degli elettori

Titolo originale

La Grève des électeurs

Autore

Octave Mirbeau

1ª ed. originale

1902

Genere

saggio

Sottogenere

libello

Lingua originale

francese

« Lo sciopero degli elettori » (La Grève des électeurs) è una cronaca, chiaramente anarchica, dello scrittore francese Octave Mirbeau, pubblicata il 28 novembre 1888 nel giornale francese Le Figaro.

LE FIGARO

Storia editoriale

Il testo è stato pubblicato molte volte in forma di opuscolo, spesso associato con un'altra cronaca, « Prélude » (Le Figaro, 14 luglio 1889). Prima edizione nel 1902, nel nº 22 di un periodico anarchico, Les Temps nouveaux.

la grève des électeurs

Il testo è stato tradotto in una dozzina di lingue e distribuito in modo massiccio in tutta l'Europa dai gruppi anarchici. Vedere Pierre Michel, Bibliographie d’Octave Mirbeau, Société Octave Mirbeau, 914 pagine, e Octave Mirbeau en toutes langues, Société Octave Mirbeau, 2018, 232 pagine.].

Contenuto

Come tutti gli anarchici, Mirbeau vede, nel suffragio universale e nel sistema elettorale dei paesi che si dicono democratici, un inganno con cui i dominanti possono ottenere facilmente il consenso dei poveri, cioè di quelli che opprimono e sfruttano. Cretinizzato, l'elettore medio crede le promesse più assurde dei candidati e si figura che sceglie liberamente un rappresentante onesto, mentre, in realtà, si tratta di un predatore: «A qual barocca sensazione, a quale misteriosa suggestione obbedisce quel bipede pensante, dotato, si pretende, di una volontà, e che se ne va, fiero del proprio diritto, sicuro si compiere un dovere, deporre in un'urna elettorale qualsiasi una scheda qualsiasi, poco importa il nome scrittovi sopra? [...] Tra i suoi ladri e carnefici, lui ha delle preferenze, e vota per i più rapaci e feroci. Ha votato ieri, voterà domani, voterà sempre. Le pecore vanno al macello. Non si dicono niente, loro, e niente sperano. Ma almeno non votano per il macellaio che le ucciderà, e per il borghese che le mangerà. Più bestia delle bestie, più pecora delle pecore, l'elettore nomina il proprio carnefice e sceglie il proprio borghese.» E Mirbeau conclude con un'ironia amara; «Ha fatto delle Rivoluzioni per conquistarne il diritto.»

Invece di assumere la sua libertà, l'elettore, «inesprimibile imbecille», sceglie un maestro, che non ha la minima preoccupazione per gli interessi del popolo: ciò facendo, l'elettore partecipa alla propria schiavitù. Perciò Octave Mirbeau invita gli elettori a essere cittadini lucidi ed a fare lo sciopero delle urne.

Bibliografia e collegamenti esterni

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